Inaugurato nella città dei Gonzaga, all’interno del Palazzo della Ragione fino il 22 de novembre possiamo trovare il Museo della Follia che fu curato magnificamente da Vittorio Sgarbi. Presenta poco meno di 250 opere, in un labirintico allestimento organizzato per suggestionare in ogni corridoio o stanza, e racconta un mondo oscuro e affascinante dei manicomi. Sono Arte e follia, con l'esposizione di 190 opere di Antonio Ligabue da Gualtieri, di cui 12 dipinti e 2 disegni inediti provenienti da collezioni private, e di 37 opere di Pietro Ghizzardi, mai esposte e pubblicate prima.
Per gli organizzatori è «una preziosa occasione per incontrare lo storicizzato e conoscere l'inedito, lasciandosi irretire dall'arte di due rappresentanti del '900 mediopadano, che con aria allucinata, senso della natura, adesione a un'umanità al limite della sopravvivenza materiale e spirituale, sono stati capaci di una strenua lotta, anche quando appariva perduta nelle nebbie della follia»"
Il museo e' itinerante, ripercorrendo la memoria di tutti gli ex manicomi, il Museo si articola in 4 sale.
1. Tutti i Santi - Le sculture di Cesare Inzerillo: una installazione dove si ritrovano pazienti, dottori e infermieri, distinguibili solo dai dettagli dell’abbigliamento, ridotti a mummie, uniti dalla improba lotta contro la sofferenza e la morte.
1. Tutti i Santi - Le sculture di Cesare Inzerillo: una installazione dove si ritrovano pazienti, dottori e infermieri, distinguibili solo dai dettagli dell’abbigliamento, ridotti a mummie, uniti dalla improba lotta contro la sofferenza e la morte.
2. La griglia - Fotografie, dipinti e neon: Novanta ritratti di pazienti selezionati tra le diverse cartelle cliniche negli ex manicomi d’Italia compongono una griglia di oltre 12 metri dove un neon luminoso, seguendo il contorno di ciascun ritratto, dona luce e rumore ai pensieri di ciascun volto.
3. Sala dei Ricordi - Oggetti abbandonati: decine e decine di teche contengono libri di letteratura in lingua originale che hanno trattato il tema della follia nel corso dei secoli, farmaci ritrovati nei manicomi, effetti personali dei pazienti, giocattoli e disegni dal passato inquietante.
4. Franco Basaglia - proiezione del video “X-day” dove il professor Basaglia parla della futura legge 180. Inoltre, grazie al contributo del senatore Francesco Marini sarà proiettato un altro video-denuncia sugli ospedali psichiatrici italiani.
Nello spazio espositivo all’interno del Palazzo della Ragione la doppia personale di Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi
"Se non avete timore delle scottature d'ortica, inoltriamoci per lo stretto sentiero che conduce al padiglione, e guardiamo che cosa succede la' dentro. Aperta la porta d'ingresso, entriamo nell'atrio."
A. Cechov, Reparto n. 6, 1892.
Cosi inizia il nostro viaggio...
Entrata del museo
Nelle scale ci sono dei bellissimi testi come un diario
"Immagini, documenti, oggetti raccontano le condizioni umilianti e dolenti dell'alienazione . Nulla di strano o di originale, nulla di specifico, tutto di doloroso"
Sedia Elletrica
Umberto Gervasi, 1939
Il Signore dell mosche
Agostino Arrivabene, 1967
Senza faccia... esattamente come un manicomi si sentiva o si sente...
Grande cerchio nero e giallo su sfondo rosso
Carlo Zinelli, 1916
Grande monno con gabbia erelirolo bianchi
Ballerine nere sul sfondo giallo
Zinelli
Gioconda modella invereconda
Lorenzo Alessandri, 1927
Lorenzo Alessandri
Antonio Ligabue
Autoritratto
Ritratto di Donna
Cesarina.
La donna amata
Mina 1970
La mulata 1972
Testa di tigre
I muri ci guardno
Sandro Bettin, 1955
Magnifica arte
"pero' non e' mica detto che, perche non ho più casa, io debba sempre star buttata in un manicomio"
Vincenzo Baldini, 1960.
I ritratti ritrovati nelle cartele cliniche di alcuni ex-manicomi compongono una griglia di pltre cinque metri... Un neon luminoso donna luce e rumore ai pensieri di ciascun volto.
"Il Jazz Non e' morto, ha solo un odor strano"
Frank Zappa
Non sono solo le guerre che devastano le persone, ci sono violenze invisibile come i maltrattamenti delle persone fragile, malate e bisognose di aiuto che devastano lentamente, e fanno danni non tanto nella carne, ma nell'anima, destinati a portare per sempre i segni e le cicatrice della violenza. Come e' brutto vedere persone umiliando i fragili e indifesi, quelli che hanno avidamente bisogno di aiuto.
Questa mostra ci dimostra come il “folle” puo comprendere ed atraverso la resilienza, sviluppare grande valore, pur nel dolore e nella sofferenza, quella pazzia che per secoli è stata semplicemente condannata e torturata oggi deve essere vista con ugualianza.
“Albert Einstein sosteneva che solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero "









































